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Visita a Brescia dell’Abate Libanese Marcel Abi Khali

Dopo due anni dall’ultima visita è tornato nella nostra città l’Abate Marcel. Motivo della visita, oltre ad incontrare il Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari e il Vicario Generale Mons. Gianfranco Mascher, dai quali è stato accolto con particolare affetto, stima e amicizia; era quello di incontrare anche le persone che attraverso l’Associazione Terrae Caritatis, sostengono le adozioni a distanza di bambini che frequentano in Libano le scuole cattoliche gestite dai Padri Maroniti.

I giorni dal 12 al 15 gennaio 2012, sono stati particolarmente intensi: incontro col Vescovo, come già ricordato, incontro con i giornalisti e, in modo particolare, le celebrazione della S. Messa nelle parrocchie di Casteganto, S. Francesco da Paola in Città e  Borgosatollo.

Di grande importanza è stata la possibilità di parlare con le  persone che hanno “adottato” questi bambini e  ragazzi, e li sostengono attraverso un contributo economico. Si tratta generalmente di bambini di famiglie povere, che trovano in questo progetto un valido aiuto per poter frequentare la scuola.

Tanta la commozione e la gioia nell’Incontrare l’Abate, per tutti un caro amico, nel sentir parlare dei bambini che a Brescia hanno dei “padri” delle “madri” e dei “fratelli” che pensano a loro e, al loro futuro. A tutti è giunto un grazie affettuoso dal Libano e in modo particolare dalle famiglie dei ragazzi “adottati”.

L’Abate ha avuto modo di incontrare molte persone, soprattutto nelle celebrazione, e di offrire la sua riflessione anche su temi particolari come la cosi detta “Primavera Araba” e il futuro dei cristiani in Medio Oriente.

Questo progetto,  in essere da quasi 15 anni, è diventato come un racconto di carità vissuta, di relazione positive, ma soprattutto di quella testimonianza di amore che è la forza dell’agire cristiano. Attualmente sono 55 i bambini che vengono sostenuti a distanza, ed è possibile avviare nuove adozioni. L’Associazione è a disposizione per tutte le informazioni.

L’Abate prima di ripartire ha raccomandato, non senza nascondere una particolare emozione,  a don Pierantonio e a don Faustino, di salutare e ringraziane tutti, con un invito: “Venite in Libano”, vi accoglieremo con gioia come in famiglia e vi diremo con grande amicizia e riconoscenza grazie per tutto quello che da anni fate per noi.